19/Gen/18
USA

Patrick Kennedy_Mérieux NutriSciences USA

US - Obiettivi di riduzione del sodio dell’FDA

Una sfida per l’industria
Merieux_NutriSciences_Salt

Secondo il CDC (U.S. Centers for Disease Control and Prevention), nove americani su dieci eccedono la dose raccomandata di sodio ed il 44% del sodio totale consumato proviene da 10 alimenti. Una riduzione del sodio alimentare è stata consigliata quale rimedio per i rischi associati, tra cui ipertensione, cardiopatie ed ictus. 

Nel ricordare tali rischi per la salute, l’FDA (Food and Drug Administration) ha pubblicato lo scorso giugno una bozza di guida che fissa degli obiettivi di riduzione volontaria del sodio per l’industria alimentare. Tale guida riporta degli obiettivi a breve e lungo termine per ridurre il contenuto di sodio in 150 categorie di alimenti. Si consiglia pertanto a produttori, ristoranti ed operatori di servizi alimentari di consultare tali obiettivi quale parte uno sforzo congiunto atto a ridurre la quantità di sodio.
In risposta alle perplessità delle associazioni di categoria, l’FDA ha recentemente esteso il periodo di commento per gli obiettivi a breve (2 anni) e lungo termine (10 anni): nei commenti inoltrati il 17.10, la Grocery Manufacturers Association (GMA) ha suggerito all’FDA di razionalizzare e modificare molte categorie, in parte per i diversi ruoli funzionali svolti dal sodio.  

La GMA ha affermato che l’attuale tempistica di attuazione non è realistica; al fine di garantire al settore una cornice temporale adeguata per la riformulazione degli alimenti e rispettare quindi gli obiettivi a breve termine, la stessa ha consigliato un’estensione del periodo da due a quattro anni. Gli associati all’GMA hanno già volontariamente iniziato a ridurre il contenuto di sodio nei cibi anni orsono e, attualmente, i rivenditori statunitensi mettono a disposizione ben 6.500 prodotti a basso contenuto di sodio. L’associazione ha inoltre affermato che, in questo periodo di graduale transizione, un ampliamento delle tempistiche aiuterebbe i consumatori ad accettare tali prodotti. 

Da tempo, le autorità di salute pubblica sostengono i benefici della riduzione del sodio nella dieta americana. Quest’anno, le “2015-2020 Dietary Guidelines” raccomandano di attenersi al limite giornaliero di 2.300 mg di sodio per i soggetti con più di 14 anni: nella realtà però, l’apporto tipico si attesta sui 3.400 mg giornalieri. 

Secondo gli esperti federali, la maggior parte dell’apporto di sodio nella dieta degli americani deriva da cibi trasformati e da cibi preparati dai ristoranti. L’FDA ritiene che i nuovi obiettivi a carattere volontario possano ridurre l’assunzione giornaliera di sodio negli adulti a 3.000 mg nell’arco di due anni e a 2.300 mg in 10 anni.

Gli sforzi per ridurre il sodio e le sfide correlate non rappresentano nulla di nuovo: nel 2012, un tentativo normativo per ridurre il sodio nei cibi trasformati aveva scatenato più di 500 commenti da parte delle società alimentari, dei gruppi industriali e dei consumatori. I gruppi portatori di interessi hanno già espresso la loro preoccupazione in merito ai costi delle tecnologie per la sostituzione del sale e delle formulazioni associate alla sostituzione del ruolo funzionale del sodio negli alimenti. 

Fonte: FDA

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